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- promuovere e consolidare un modello di intervento preventivo, capace di superare la situazione di perenne “straordinarietà” ed “emergenza” in cui versano i progetti del settore, concorrendo alla costruzione sperimentata e condivisa di un “repertorio di buone prassi”
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- prevenire la formazione di sacche di emarginazione e di rischio sociale stimolando lo sviluppo di modelli comportamentali alternativi a quelli propri della devianza minorile, dell’abuso, della dispersione, del rischio
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- sostenere e valorizzare, in particolare all’interno delle scuole, gli spazi di ascolto e di consulenza (di facile accesso e tutelati dal segreto), in cui gli adolescenti o gli adulti di riferimento possano essere accompagnati nel superamento di situazioni di difficoltà
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- accompagnare i genitori e le figure adulte di riferimento ad un miglioramento della relazione educativa con il ragazzo attraverso la partecipazione a gruppi (del tipo “Scuola Genitori”) variamente strutturati e graduati a seconda dei compiti svolti
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- facilitare l’accesso delle famiglie ai servizi ambulatoriali e specialistici presenti sul territorio, nei casi dove sia necessario, attraverso un accompagnamento che favorisca la motivazione all’aiuto e il superamento delle resistenze legate al timore di essere stigmatizzati
- - incrementare con una costante attività di confronto, di studio e di osservazione il patrimonio di conoscenza della realtà giovanile, in costante raccordo tra le istituzioni scolastiche e l’ente locale